Leonardo si sarebbe dovuto diplomare proprio quest’anno. Una festa, per lui e la sua famiglia, se la meningite non se lo fosse portato via. Oggi il suo ricordo,per mano della madre Maria e dei suoi compagni di scuola che conferiranno a Leonardo un diploma simbolico, un “attestato di affetto”. il secondo più intimo, nato dal profondo del cuore della madre Maria. Li riportiamo entrambi integralmente:

Il nostro grazie più profondo all’I.I.S.S. “G. Peano – C. Rosa” di Nereto (TE) – In memoria di Leonardo
Oggi, per la nostra famiglia, è stato un giorno di commozione profonda e di infinita gratitudine. L’Istituto di Istruzione Superiore Statale “G. Peano – C. Rosa” di Nereto ha voluto consegnarci il Conferimento dell’Attestato di Affetto” per nostro figlio Leonardo Mancinelli.
Quest’anno Leonardo si sarebbe diplomato insieme ai suoi compagni. Veder riconosciuto il suo percorso, la sua vita e il suo legame con la scuola è stato un dono d’amore inestimabile. Desidero ringraziare dal profondo del cuore la Dirigente Scolastica, i docenti del Consiglio di Classe della 5ª H, la Commissione d’Esame, la Presidente di Commissione, tutti i meravigliosi compagni di scuola e i cari amici presenti. Le parole impresse su questo diploma racchiudono l’essenza stessa dell’immortalità e di un amore che non finisce, anche quando il corpo non è più presente:
«Può forse una distanza materiale separarci dagli amici? Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse già? Nessun luogo è lontano.
A Leonardo Mancinelli che, con un palpito di ali variopinte, si è diplomato con noi».
Questo riconoscimento è un inno all’amicizia vera e a una presenza che supera ogni distanza e ogni assenza.
In un sogno, Leonardo ha detto: «La vita non è in bianco e nero, ma a colori».
E in questi giorni di esame, la sua presenza si è manifestata davanti agli occhi di tutti. Fin dal primo giorno di prove, una farfalla splendida e variopinta ha iniziato ad aleggiare tra i banchi e le aule della scuola. Come ha ricordato con profonda sensibilità la Presidente della Commissione d’Esame, la scuola è anche questo: unirsi in un ricordo che non finisce mai. Quella farfalla era la conferma che Leonardo era lì, a colorare il silenzio e a sostenere i suoi amici. Un ringraziamento speciale, colmo di affetto e stima, va alla professoressa Paola Cianella. Come una grande direttrice d’orchestra, ha fatto in modo che la musica di Leonardo non smettesse mai di suonare. Leonardo aveva una grandissima passione per la musica, e per la chitarra in modo particolare. Le corde di quella chitarra continuano a vibrare e le sue note d’amore e di purezza risuonano ancora oggi tra i corridoi della scuola, unendo i cuori di tutti noi. Leonardo ci ha lasciati in un momento di piena gioia per lui. Era appagato, felice e con tanti sogni da realizzare.
Grazie per aver pianto, gioito e ricordato con noi.
Grazie per aver dimostrato che l’amore resta, sempre.
Con immensa gratitudine,
La mamma e la famiglia di Leonardo Mancinelli.

Il ricordo della madre

Io sono qui, mamma
Ieri la vita mi ha messo a dura prova. Avevo chiesto un permesso al lavoro per uscire un’ora prima: dovevo prendere il treno e raggiungere la scuola di mio figlio Leonardo. I suoi professori avevano preparato un diploma di affetto per lui, che un anno fa è volato via prima di potersi diplomare con i suoi compagni.
Ma ho perso il treno a causa di una porta bloccata e della mia ridotta mobilità. Le porte si sono chiuse e il convoglio è ripartito senza di me. In quel momento, sfinita da due giorni di lavoro difficili e sopraffatta dalla mancanza di Leonardo, sono crollata in un pianto disperato sulla banchina, pensando di non riuscire ad arrivare in tempo a quell’appuntamento così importante.
Un treno proveniente da nord si è fermato e la capotreno, una donna dalla sensibilità straordinaria, ha visto la mia disperazione. Mi ha fatta salire, spiegandomi che la ripartenza nella direzione opposta ci sarebbe stata dopo poco, permettendomi di arrivare a destinazione, seppur con un po’ di ritardo.
Mentre piangevo per lo stress, per la perdita della mia autonomia fisica e per il dolore profondo che porto dentro, quella donna non mi ha lasciata sola un secondo. Intanto stringevo il ciondolo a forma di cuore con il tuo viso che porto sul petto e che mi lega a te, lei mi ha detto: “Sono qui, non vado via”. Non si è allontanata finché non ha visto la mia anima placarsi.
La vita terrena sa essere dura e faticosa, ma ieri ho capito che dall’aldilà c’è una mano tesa che non ti abbandona. In quelle parole, in quell’umanità inaspettata, ho sentito la presenza di mio figlio. Era Leonardo che, attraverso di lei, mi diceva: “Io sono qui, mamma, non vado via”.

Maria Catapano