Sono undici giorni, ormai, che di Giorgio Lanciotti non si hanno notizie. Nonostante l’imponente spiegamento di forze che si è speso senza risparmio, nonostante i droni e gli elicotteri, i cani da ricerca, il giovane non si trova. Eppure non è così facile vista la conformazione del massiccio del Gran Sasso, che qualcosa possa rimanere occultata per così tanto tempo. Fu ritrovato la zaino dello studente tedesco scomparso mesi fa, sembra davvero impossibile che non si localizzi un corpo. La speranza, tuttavia, c’è ancora. Le ricerche procedono anche se oggi, forse, è l’ultimo giorno in cui potremo disporre di un clima clemente. Le previsioni danno forti perturbazioni, in particolare sull’area tirrenica, che impatteranno proprio sul massiccio del Gran Sasso, la naturale protezione da ovest del versante adriatico. Senza contare che tra poco arriverà anche la neve.

Ci si chiede se non è il caso di cambiare prospettiva. Valutare altre zone dove il giovane possa essere finito, forse disorientato dalla nebbia e dalle mutevoli condizioni meteo che caratterizzano la montagna.


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