In occasione della Giornata Nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari del 12 marzo 2026, la UGL Salute ha lanciato un fermo monito sulla persistente emergenza che colpisce il settore. Nonostante l’inasprimento delle sanzioni legislative, i dati restano drammatici con quasi 18mila aggressioni registrate nell’ultimo anno, coinvolgendo oltre 23mila professionisti soprattutto nei Pronto Soccorso e nelle aree di degenza. Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale del sindacato, sottolinea con forza che “la violenza contro gli operatori sanitari è diventata una vera emergenza nazionale e non possiamo più limitarci a commentare l’ennesimo episodio dopo che si è verificato”, evidenziando come il clima di paura sia ormai insostenibile per chi opera quotidianamente nelle strutture pubbliche e sui mezzi di soccorso. Per contrastare questo fenomeno, la UGL Salute propone un piano strutturale che superi la logica della sola punizione, puntando su presidi fissi di vigilanza, braccialetti antiaggressione, supporto psicologico e una tutela legale garantita dalle aziende. Sotto lo slogan scelto per la giornata, ovvero “Mani che salvano vite, non bersagli di violenze”, il sindacato ribadisce che la repressione normativa è un segnale importante ma insufficiente senza un rafforzamento reale della sicurezza fisica negli ospedali. Giuliano conclude il suo intervento ricordando che l’inciviltà di pochi danneggia il diritto alla salute di tutti, poiché “aggredire un operatore sanitario significa colpire l’intero sistema”, ribadendo infine che “la sicurezza degli operatori sanitari non è negoziabile e deve diventare una priorità assoluta e non più rinviabile”.
commenti













