La rivista scientifica internazionale Toxics ha dedicato la copertina del suo numero di aprile a uno studio guidato da Maurizio Manera, professore associato dell’Università degli Studi di Teramo (foto). La ricerca, condotta in collaborazione con l’Università di Ferrara, analizza gli effetti dell’esposizione all’acido perfluoroottanoico (PFOA), un inquinante della famiglia dei PFAS, utilizzando la carpa comune come modello sperimentale. Il lavoro è stato selezionato come Feature Paper ed Editor’s Choice, confermando la rilevanza internazionale degli studi condotti dall’ateneo abruzzese nel campo della sorveglianza ambientale e della tutela della salute secondo l’approccio integrato One Health. La novità dello studio risiede nella proposta della carpa comune come modello alternativo e complementare rispetto a quelli tradizionali. Il rene di questo pesce racchiude infatti tre componenti che nei mammiferi sono separate: la funzione renale, il tessuto ematopoietico e i follicoli tiroidei. Questa anatomia unica consente di valutare contemporaneamente la tossicità del PFOA su reni, sistema immunitario e tiroide. I ricercatori hanno dimostrato che l’esposizione a questa sostanza provoca alterazioni proporzionali alla dose, traducendo i dati in un indice multiparametrico innovativo. Il professor Maurizio Manera ha spiegato il valore della scoperta: «È un risultato di particolare interesse perché unisce un tema di forte attualità come l’impatto dei PFAS sull’ambiente e sulla salute animale e umana a un modello innovativo: la carpa comune può rappresentare un modello sperimentale particolarmente utile e, sotto il profilo One Health, più informativo dello zebrafish, modello sperimentale di riferimento nella ricerca biomedica, proprio per la sua rilevanza ecologica, commerciale e alimentare». I dieci anni di ricerca che hanno portato a questo traguardo aprono nuove prospettive per il monitoraggio degli ecosistemi acquatici e la prevenzione dei rischi legati ai contaminanti emergenti, consolidando il legame tra la ricerca di base e la salvaguardia della salute globale.
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