Per i carabinieri Giorgio Lanciotti, scomparso ormai da tre settimane tra le rocce del Gran Sasso, non si è allontanato volontariamente facendo perdere le sue tracce. Ne dà notizia la Prefettura di Teramo che ha avocato a sè da qualche giorno il controllo delle ricerche e aggiunge che il ragazzo “non può che essere tra quelle montagne“.

La voce che il giovane rosetano si fosse allontanato volontariamente si stava espandendo velocemente nell’immaginario collettivo. La vulgata popolare ne cercava il motivo forse in questioni economiche, forse per fatti strettamente personali. La fantasia corre sui social, si potrebbe dire. Invece, e malauguratamente, la verità è un’altra. Giorgio Lanciotti è ancora lassù tra quelle rocce, o in qualche angolo tra i boschi che circondano il comprensorio. A questo punto, purtroppo, si troverà solo un corpo da restituire alla famiglia al più presto possibile. Le ricerche continueranno, nella speranza che la neve non tinga di bianco le montagne e non ricopra tutto ciò su cui si poggia. Allora sì, che il difficile diventa impossibile e si dovrà attendere la primavera.


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