Le indagini sulla morte di Massimo Ciarelli, il 43enne pescarese di etnia Rom, deceduto a seguito di uno schianto al confine tra Silvi e Montesilvano, accendono già le prime contestazioni. La famiglia, riporta il TG Abruzzo, non ritiene corretta la prima ricostruzione dell’incidente, secondo la quale l’uomo si trovava alla guida dello scooter di grossa cilindrata che si è scontrato con un’auto dei carabinieri dopo non essersi fermato all’alt. La difesa sostiene infatti che sul mezzo fosse presente una seconda persona, la quale potrebbe essere caduta o essersi lanciata dal veicolo pochi istanti prima del violento impatto, e ha già provveduto a nominare un consulente tecnico di parte: dovrà esprimere il suo punto di vista sulla dinamica del sinistro e dell’inseguimento. Al momento gli accertamenti, coordinati dalla Procura della Repubblica di Teramo, sono stati affidati alla Polizia Stradale, mentre la Polizia Locale di Silvi ha eseguito i rilievi stradali e raccolto la testimonianza di una persona presente ai fatti. Restano da chiarire diversi aspetti del caso, tra cui i motivi del mancato stop ai militari e l’intestazione dello scooter, mentre nelle prossime sarà effettuata l’autopsia, elemento ritenuto indispensabile per il prosieguo dell’inchiesta. (Per le altre notizie della giornata clicca in alto su Primo Piano)