Per Carlo Melchiorre, ingegnere, uno degli indagati per il crollo del cantiere del costruendo supermercato Esselunga a Firenze, nel 2024 e che causò la morte di cinque lavoratori, tra cui il montoriese 59enne Luigi Coclite, si sono aperte le porte del carcere . La decisione, emessa dal GIP il primo luglio, resa nota dal sito Web “Firenze e dintorni”, sostituisce la precedente misura interdittiva dall’esercizio della professione, disposta l’11 aprile 2025 per nove mesi.

Secondo quanto spiegato dalla Procura di Firenze, l’aggravamento della misura cautelare si è reso necessario a causa delle “ripetute violazioni” accertate nel prosieguo delle indagini. Melchiorre, responsabile dell’ufficio calcolo di Rdb.Ita e “autore del progetto e delle schede di produzione dei prefabbricati destinati al cantiere”, si trova ora dietro le sbarre.

Luigi Coclite, una delle vittime del crollo nel cantiere Esselunga, a Firenze

Il personale della Squadra Mobile di Firenze e della Polizia Postale ha dato esecuzione all’ordinanza, procedendo contestualmente a perquisizioni e sequestri. L’evolversi delle indagini continua a gettare luce sulle responsabilità relative al disastro che ha scosso la comunità di Montorio al Vomano, ancora in lutto per la perdita di Luigi Coclite.


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