Si fidava di quell’uomo, abile affabulatore, che gli aveva promesso una fulgida carriera, come modello, sembra. Il ragazzo, un diciassettenne pescarese, nella sua ingenuità di adolescente, aveva inizialmente creduto che quelle avance fossero parte di un percorso artistico. La strada obbligata per il successo. Ma il prof – secondo quanto emerso dai racconti del giovane allievo – aveva tutt’altre intenzioni e neanche tanto nascoste. Le sue avance, portate in quell’aula destinata a laboratorio artistico, avevano poco a che vedere con l’arte della recitazione, con la postura da passerella o da palcoscenico teatrale . Atteggiamenti ogni giorno più spinti ed espliciti che il ragazzo col tempo ha imparato a distinguere. Un peso sempre più grande fino al giorno in cui ha deciso di liberarsene, confidandosi con i genitori e poi con gli agenti della Squadra Mobile di Pescara.

Sono cominciate le indagini, concluse le quali il fascicolo è passato per competenza alla Procura di Teramo, nelle mani del Gip Roberto Veneziani. Materiale evidentemente corposo, tale da indurre il magistrato ad emettere nei confronti dell’insegnante, un 36enne teramano, un provvedimento di custodia cautelare. Accuse pesanti che, tuttavia, dovranno essere confermate qualora si arrivasse a processo. Ieri, l’imputato è stato convocato dalla PM Greta Aloisi. Davanti alle sue domande ha preferito non rispondere. Pesante il capo d’imputazione: violenza sessuale su minore aggravato dalla posizione dominante.


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