Il sequestro del Delfico, disposto dalla magistratura per un presunto alto indice di vulnerabilità sismica, potrebbe diventare il primo di una serie di provvedimenti analoghi. Secondo le ultime notizie, la Procura accenderà a breve un faro su tutte le altre strutture scolastiche. In particolare si dovrà accertare se queste reggono ancora l’asticella dei nuovi coefficienti, più stringenti rispetto a qualche tempo fa. Se ora il faro è puntato sulle scuole, non è difficile capire che molto presto ci sarà un effetto domino su tutti gli edifici aperti al pubblico, ospedale compreso.
Intanto, il presidente della provincia Camillo D’Angelo ha escluso il rientro degli studenti anche qualora il Delfico venisse dissequestrato. Si darà la precedenza agli eventuali lavori da svolgere. Non una buona notizia per i piccoli imprenditori la cui economia girava sostanzialmente in quei nove mesi dell’anno, quando l’edificio ospitava dalle 1200 alle 1500 persone. E, a questo proposito, c’era stata la precisa richiesta di aprire il cantiere durante il periodo estivo.

Per quanto riguarda le aree dove sistemare i moduli, i cosiddetti MUPS che dovranno accogliere le aule provvisorie, rimangono in cima alla lista l’area camper sotto ponte San Ferdinando e la palestra ubicata sotto ponte San Gabriele. Confermata intanto la possibilità di utilizzare l’ex consorzio di viale Mazzini su concessione della Prefettura, disponibile dall’11 novembre e l’area della palestra Mazzini, di fronte alla caserma Costantini, per intenderci. La Regione su interessamento del consigliere Paolo Gatti, consegnerà quest’ultima alla Provincia con la formula del comodato d’uso. L’intenzione è di realizzare nell’area in tempi si spera non troppo lunghi una scuola jolly. Servirà ad ospitare gli studenti quando le loro scuole saranno sottoposte ai lavori di adeguamento.














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