Uno studio scientifico pubblicato sulla rivista Frontiers in Cellular and Infection Microbiology ha documentato l’identificazione, per la prima volta in Italia, di un ceppo di Klebsiella pneumoniae denominato ST437, caratterizzato da una resistenza estrema anche agli antibiotici di ultima istanza. La ricerca è stata resa possibile da una stretta sinergia tra diverse eccellenze del territorio abruzzese. Il ruolo dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo (IZSAM), degli ospedali Mazzini di Teramo, Maria SS. dello Splendore di Giulianova e dell’Università dell’Aquila è stato particolarmente importante per l’analisi genomica avanzata che ha permesso di mappare i geni responsabili della resistenza, come il blaNDM-5. La ricercatrice dell’IZS, Alessandra Cornacchia, ha precisato che “l’identificazione di questo ceppo in un contesto ospedaliero italiano è un segnale d’allarme che non possiamo ignorare”, poiché la capacità del batterio di inattivare i farmaci “limita fortemente le opzioni terapeutiche a disposizione dei medici”. Il caso è emerso inizialmente in ambito clinico, dove un paziente anziano ha manifestato l’infezione dopo un ricovero per frattura. Sofia Chiatamone Ranieri, Direttore della Patologia Clinica della ASLç teramana ha sottolineato come la lotta alla resistenza antimicrobica sia “una battaglia che nessuno può permettersi di ignorare“. La scoperta conferma l’importanza di un sistema di sorveglianza integrato tra laboratori di ricerca e strutture sanitarie per contrastare i patogeni emergenti. (Fonte IZS)
commenti













