Come prima più di prima t’amerò. Si avvia quindi a conclusione la fase di stallo politico al Comune di Teramo. Dopo l’azzeramento formale della giunta, i nuovi equilibri interni sembrano tradursi solo in una redistribuzione delle deleghe che, pur mantenendo una linea di continuità con il passato, vede alcuni spostamenti significativi e l’accentramento di dossier strategici nelle mani del primo cittadino. Fuori tuttavia Alessandra Ferri che sembra ispirata dalla volontà di tornare alla sua professione di medico. Al suo posto Anastasia Liouras eletta nella lista di Bella Teramo. Il sindaco Gianguido D’Alberto terrà per sé la gestione dei rapporti con la Te.Am. e il settore Rifiuti. Antonio Filipponi mantiene le deleghe a Commercio ed Eventi e assume la carica di vice sindaco, finora in quota PD con la Di Padova . Finiscono in un nulla di fatto i rumors che volevano il rientro di Valdo Di Bonaventura il quale aveva annunciato, in caso di richiesta, che avrebbe comunque accettato solo con l’attribuzione delle precedenti deleghe, ora in mano a Mimmo Sbraccia. Di seguito la ripartizione dei compiti tra gli assessori (salvo sorprese), in attesa dell’ufficialità definitiva:
- Graziano Ciapanna: Rigenerazione urbana, Governo del territorio di area vasta e Sicurezza, Benessere animale.
- Pina Ciammariconi: Affari generali e legali, Toponomastica, Comunità energetiche, Anagrafe.
- Graziella Cordone: Personale.
- Marco Di Marcantonio: Lavori Pubblici, Pums e Trasporti, Edilizia scolastica, Servizi cimiteriali.
- Stefania Di Padova: Sociale e Cultura.
- Anastasia Liuoras: Sport, Rapporti con le associazioni sportive e Protezione civile.
- Mimmo Sbraccia: Frazioni, Manutenzione e Valorizzazione del patrimonio comunale.
- Miriam Tulli: Bilancio, Tributi e contabilità generale, Programmazione strategica, Spending Review e Bilancio Sociale.
- Antonio Filipponi: assessore al commercio con rango di vice sindaco
L’operazione, definita da alcuni osservatori un rimpasto spiegabile solo con i rapporti di forza all’interno della coalizione, solleva interrogativi sul reale peso dei consensi elettorali presenti nel governo cittadino.
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