La morsa delle forze dell’ordine si chiude definitivamente attorno alla banda specializzata negli assalti ai portavalori. Nelle ultime ore, un’operazione congiunta tra Abruzzo ed Emilia-Romagna ha portato alla cattura, a Cerignola, di altri due esponenti di spicco del commando che erano riusciti a dileguarsi un mese fa durante il blitz di Vignola (Scorri per gli articoli correlati). Sale così a sedici il numero delle misure cautelari eseguite nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, confermando la pericolosità di un’organizzazione di stampo paramilitare composta prevalentemente da pregiudicati del foggiano. L’attenzione degli inquirenti resta altissima sul territorio abruzzese, dove si cerca di fare piena luce sul violento assalto avvenuto lungo l’autostrada A14, nel tratto compreso tra Ortona e Lanciano. Il sospetto degli investigatori è che la mano dietro l’episodio di Ortona sia proprio quella del gruppo smantellato, capace di paralizzare le arterie autostradali con mezzi rubati, chiodi a tre punte e armi da guerra. La cattura dei due latitanti rappresenta un tassello fondamentale per blindare l’accusa relativa al colpo in Abruzzo, poiché i soggetti fermati ricoprivano ruoli di primissimo piano: uno come stratega e pianificatore dell’azione, l’altro come responsabile logistico incaricato di gestire i nascondigli e la flotta di veicoli necessari per la fuga. Le indagini condotte dalle Squadre Mobili di Chieti, Bologna, Foggia e Modena hanno svelato un modus operandi curato nei minimi dettagli, che non lasciava nulla al caso, dall’uso di esplosivi per sventrare i blindati alla gestione chirurgica dei tempi d’intervento.(Leggi articoli correlati)
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