Redazione
La violenta grandinata che nel pomeriggio ha colpito le zone di San Nicolò e Sant’Atto sembra aver causato, secondo le prime segnalazioni, ingenti danni sul territorio. Per questo il sindaco Gianguido D’Alberto, oltre a disporre una ricognizione sulle proprietà pubbliche, invita i cittadini a documentare tutti i danni subiti, anche in vista di eventuali richieste di risarcimento. «Riteniamo – dichiara il sindaco – che lo Stato debba farsi carico di questa situazione. Monitoreremo tutti gli sviluppi del caso». Però, attenzione, forse è una richiesta troppo ottimistica che andrebbe meglio chiarita. Lo Stato, da quel che ci risulta, non è tenuto a rinfondere a privati danni da grandine, fenomeno classificato come evento atmosferico naturale straordinario. In caso di fenomeni veramente eccezionali al limite della catastrofe, la Regione o il Governo possono dichiarare lo stato di emergenza o di calamità naturale. In questi rari casi le istituzioni possono stanziare contributi a fondo perduto o aiuti economici al massimo per danni gravi ad abitazioni, ma non si tratta di un risarcimento diretto, bensì di un sussidio parziale e limitato alle risorse disponibili. Nessuno, in soldoni, vi sistemerà l’automobile o il vetro della finestra. Per l’agricoltura c’è invece una possibilità grazie al Fondo di Solidarietà Nazionale in Agricoltura (e il fondo Agricat). L’unica garanzia rimane una polizza. La paghi ma almeno non fa politica. Felici, comunque di essere smentiti.













