La Uil Abruzzo denuncia un ritardo nell’utilizzo dei fondi strutturali europei 2021–2027. Secondo i dati ufficiali aggiornati a dicembre 2025, la Regione ha certificato una spesa di 94,6 milioni di euro su oltre 1,08 miliardi disponibili, pari all’8,7%, un valore inferiore alla media nazionale (11,7%) e tra i più bassi del Paese. Le regioni più virtuose sono Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Piemonte, mentre Abruzzo, insieme a Sicilia e Campania, si colloca nelle ultime posizioni. Particolarmente preoccupante il dato relativo al Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), strumento centrale per lavoro, formazione e inclusione sociale: in Abruzzo la spesa certificata si ferma all’8,4%, contro il 16% della media nazionale, penalizzando soprattutto giovani, NEET, donne, lavoratori precari e categorie fragili. Per il segretario generale Michele Lombardo e il responsabile Attività produttive Valerio Camplone, il problema non riguarda solo la spesa, ma una programmazione che fatica a trasformarsi in progetti concreti e interventi strategici sul territorio. In un contesto segnato dall’aumento della cassa integrazione e dall’incertezza occupazionale, i fondi europei rappresentano un’occasione decisiva per contrastare disuguaglianze e crisi sociale. La Uil avverte inoltre il rischio di concentrare l’utilizzo delle risorse a ridosso delle scadenze, con effetti negativi su qualità, efficacia e impatto dei progetti, e chiede un cambio di passo nella gestione dei fondi, puntando non solo su grandi opere, ma anche su aree interne, formazione, occupazione stabile e riequilibrio dei divari economici e sociali in Abruzzo.