Si apre il confronto sull’ipotesi di fusione tra Giulianova e Mosciano Sant’Angelo. A proporre l’avvio di una discussione pubblica è Evoluzione Sostenibile, che indica nell’unione dei due Comuni una leva strategica per rafforzare competitività, qualità dei servizi e prospettive di sviluppo dell’intero territorio. «La necessità di rafforzare la massa critica dei comuni rappresenta una leva fondamentale per aumentare la competitività del territorio, migliorare i servizi e costruire una prospettiva di sviluppo solida e sostenibile», si legge nella nota diffusa dal direttivo. L’ipotesi si inserisce in un clima di rinnovato interesse verso processi analoghi, anche alla luce di iniziative che coinvolgono altri centri della costa e dell’entroterra teramano. Giulianova e Mosciano, sottolinea l’associazione, presentano una continuità territoriale evidente: confini amministrativi poco percepiti nella quotidianità, infrastrutture condivise, flussi lavorativi e relazioni sociali che delineano già oggi un sistema urbano integrato. L’unione darebbe vita a una realtà di quasi 33mila abitanti, destinata a diventare la seconda città più popolosa della provincia e a rafforzare il peso istituzionale dell’area nei rapporti con gli enti sovracomunali.

Un ruolo centrale verrebbe giocato dalla posizione strategica sul piano logistico. Porto, stazione ferroviaria sulla linea Adriatica, collegamento con Teramo, casello dell’A14 e Teramo-Mare costituiscono una dotazione infrastrutturale che renderebbe la nuova città un baricentro per la mobilità provinciale, favorendo intermodalità e attrattività per imprese e investimenti. «Questa dotazione infrastrutturale favorirebbe collegamenti più efficienti tra costa ed entroterra, consolidando il ruolo strategico del territorio», evidenzia il documento. Sul piano economico, la proposta punta sulla complementarità tra le vocazioni dei due centri: turismo balneare consolidato a Giulianova e tessuto manifatturiero dinamico a Mosciano, con il settore agricolo a fare da ulteriore elemento identitario. L’obiettivo dichiarato è creare un sistema integrato e bilanciato, capace di generare nuove opportunità e di attrarre capitali. Parallelamente, la fusione consentirebbe – secondo Evoluzione Sostenibile – di ridurre duplicazioni amministrative, ottimizzare le risorse e reinvestire le economie in opere pubbliche e manutenzioni, migliorando la qualità dei servizi per cittadini e imprese.

Un passaggio rilevante riguarda anche il presidio ospedaliero giuliese, punto di riferimento per l’area. «La nascita di un Comune più grande accrescerebbe il peso istituzionale del territorio nella programmazione sanitaria», sostiene l’associazione, indicando nella maggiore rappresentatività un possibile strumento per tutelare e potenziare i servizi sanitari. La fusione, si precisa infine, non dovrebbe essere percepita come una perdita di identità, ma come un’opportunità per valorizzarla all’interno di una “città a due poli”, con Giulianova polo turistico e Mosciano Sant’Angelo polo artigianale e industriale. «Solo attraverso un percorso condiviso sarà possibile valutare con equilibrio vantaggi e criticità», conclude il direttivo, invitando ad aprire un confronto ampio e partecipato per progettare con lungimiranza il futuro del territorio.

Nella foto, il Kursaal, simbolo indiscusso della Giulianova culturale e turistica, che si fonde idealmente con il municipio di Mosciano.