Cercasi scuola disperatamente. Non si parla d’altro negli ultimi mesi dopo la polveriera esplosa con il sequestro di palazzo Delfico. Si cercano siti alternativi dove costruire un scuola Jolly, ovvero una scuola che dovrà ospitare la popolazione studentesca durante i lavori di ristrutturazione delle scuole teramane. Un effetto domino che ha acceso il faro sulla sicurezza degli edifici certificata da quell’acronimo di tre lettere I.V.S, cioè Indice di Vulnerabilità Sismica, che decide se il tetto, in caso di terremoto ti cadrà in testa.
Sulla sicurezza non si scherza, specie se si parla di ragazzi. E allora da settimane è partito il ping pong dei siti probabili. Arrivano proposte e controproposte praticamente da tutti. Comune, Provincia, Comitato pro-Delfico (a proposito, a che punto siamo con la richiesta di dissequestro?). Il Comune non fa mistero di prediligere un’area fuori le mura, a dispetto dei desideri di quanti, genitori, studenti e imprenditori invece vorrebbero che la scuola Jolly, si faccia in centro. Al massimo nell’area vecchio stadio, monumento alla inutile vetustà che di storico non ha più nulla. Più comodo per tutti, per i convittori non costretti ad un isolato esilio, per i genitori per via dei servizi e per gli imprenditori che già pagano lo scotto di una città resa economicamente agonizzante. La Provincia, dal canto suo, dopo aver individuato il sito probabile nelle sole due aree di proprietà, una adiacente il Pascal e l’altra nell’area Rozzi a Piano d’Accio, entrambe rifiutate per gli stessi motivi esposti sopra, attende che il Comune sbrogli la matassa.
Nel frattempo, si è fatto vivo Roberto Canzio, commissario dell’Asp1, il quale ha proposto la concessione dello stabile di via Taraschi dove ora si trova una scuola per l’infanzia che “è già oggetto di un progetto di ristrutturazione che lo renderebbe perfettamente idoneo ad ospitare almeno 400 studenti. Inoltre, la sua posizione centralissima, a pochi passi dalla Casa dello Sport, lo renderebbe facilmente accessibile a studenti e docenti“. Una buona scelta per una scuola Jolly anche per il presidente della Provincia D’Angelo . Si è detto favorevole a questa soluzione.
Sarebbe opportuno, tuttavia, avere una visione definitiva su dove realizzare uno o anche due siti scolastici. A norma antisismica, in centro, e con tutte le caratteristiche che una scuola moderna dovrebbe avere. Una proposta in questo senso arriva dal 2017 per mano, o per meglio dire per la matita dell’architetto Luca Falconi Di Francesco. Una proposta sensata, che guarda al doppio obbiettivo: una scuola funzionale in una città che torni a vivere.
“Gli edifici scolastici hanno sempre avuto un ruolo importante all’interno del tessuto urbano della città di Teramo – scrive Falconi Di Francesco sul suo sito – segnandone la storia e caratterizzando la vita di generazioni di teramani. Eventi drammatici hanno colpito il territorio aprutino. Ora, però, si deve pensare alla ricostruzione del tessuto urbano e a ritessere le relazioni sociali spezzate. Questo è il momento per un azione urbanistica sulla città: le scuole devono tornare ad animare la vita del centro storico. Due sono i poli scolastici realizzabili, scrive ancora l’architetto: “Uno nel recinto dell’Istituto Regina Margherita – una nuova struttura con caratteristiche strutturali conformi alla funzione scolastica e anche il recupero degli edifici storici dell’antico Orfanotrofio con funzioni connesse.
L’altro è pensato nella zona dell’ex stadio cittadino. Un intervento alla scala urbana in cui si ripensa il rapporto tra il Corso di Porta Romana e gli edifici a sud. Una cittadella scolastica che si apre su una grande piazza/parco in cui tornano a recitare il loro ruolo storico edifici come la scuola san Giuseppe la Casa dello sport (ex G.I.L.)“.
















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