Davide Peluzzi, esperta guida ambientale e naturalistica, nonché Ambasciatore nel Mondo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ha rinvenuto nei giorni scorsi un’impronta fossile che, secondo le prime analisi, potrebbe appartenere a un Teropode. La notizia la riporta lo stesso Peluzzi sula sua pagine Facebook e rilanciata anche dal sito MeteoWeb.Eu. La scoperta è avvenuta ai piedi dell’imponente Paretone del Corno Grande, precisamente nella zona di Cima Alta, poco distante dai Prati di Tivo, per chi non fosse pratico della zona.

L’impronta del teropode (Foto Sito MeteoWeb.eu)

Il ritrovamento è avvenuto mentre Peluzzi era impegnato in un’operazione di soccorso sul massiccio. Percorrendo la zona ha notato quella che sembrava proprio un’orma su un grande masso errante di origine glaciale, nei pressi del Vallone delle Cornacchie.

Il Vallone delle Cornacchie. Ai suoi piedi sarebbe stata individuata l’impronta di Teropode

L’orma, chiaramente impressa nella roccia, presenta caratteristiche morfologiche che richiamano quelle dei teropodi, un sottordine di dinosauri carnivori bipedi che popolarono la Terra durante il Mesozoico (tra 250 e 65milioni di anni fa). Se le prime ipotesi verranno confermate, si tratterebbe di un ritrovamento unico nel massiccio del Gran Sasso.

Davide Peluzzi

Il ritrovamento apre nuove prospettive sulla storia geologica e paleontologica del Gran Sasso, un territorio già noto per la sua ricchezza naturalistica e la sua importanza ambientale. La scoperta di un’impronta di teropode potrebbe fornire preziose informazioni sugli ecosistemi del passato e sulla presenza di dinosauri in questa area dell’Appennino centrale.


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