La decisione di ospitare gli studenti del Convitto costretti ad abbandonare piazza Dante con la probabile destinazione futura presso quella che veniva definita la “Fabbrica del Benessere”, in via Balzarini, suscita forti perplessità. Per la rappresentante degli sfollati per il sisma 2016, Anna Di Ottavio, le condizioni di vivibilità degli appartamenti sembrano essere inadeguate. Lo erano per le famiglie, commenta la rappresentante, lo sarà anche per i ragazzi. La Di Ottavio si esprime in una lettera, mostrando preoccupazione per le carenze infrastrutturali degli appartamenti, destinate a suo tempo a famiglie colpite dal terremoto ma ritenute già allora con evidenti criticità, tanto da essere gradualmente liberati: assenza di illuminazione condominiale, riscaldamento insufficiente, vetri non oscuranti, scarsità di trasporti pubblici e assenza di cucine. Si chiede come sia possibile che questi problemi non siano state risolti negli anni precedenti, se la struttura era destinata ad ospitare persone.

Anna Di Ottavio si sofferma inoltre sull’importanza della socializzazione e del contesto per la crescita dei ragazzi, in particolare per gli studenti. L’isolamento della struttura, lontana dal centro cittadino e scarsamente servita dai mezzi pubblici, rischia di compromettere la loro vita sociale e le opportunità di relazione.


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