Un grave e articolato sistema di presunta corruzione e falsificazione per l’ottenimento illecito della cittadinanza italiana è stato smantellato da un’inchiesta della Procura della Repubblica di Lanciano, che ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a otto persone.
Lo scenario, scrive Il Centro, emerge nel contesto di due piccoli comuni abruzzesi del Sangro, Borrello e Montebello sul Sangro, e delinea la trasformazione della pubblica amministrazione in un vero e proprio “mercato” di cittadinanze. La Procura ipotizza l’esistenza di due distinte associazioni per delinquere, operative dal 2022, che avrebbero garantito residenza e cittadinanza a numerosi cittadini sudamericani, principalmente argentini e brasiliani, aggirando la normativa dello ius sanguinis anche in assenza di reali legami parentali.
Figure centrali dell’indagine sono i sindaci di Borrello e di Montebello sul Sangro e l’addetto all’Ufficio anagrafe di entrambi i comuni. Questi pubblici ufficiali avrebbero agito in concorso con i presunti promotori e organizzatori delle due associazioni, di origine sudamericana e l’ex ufficiale d’anagrafe, specializzato nelle pratiche per i brasiliani. Il sistema prevedeva tariffe stimate tra i 2.500 e i 5.000 euro per ogni richiedente.
Tuttavia, i favori dei pubblici ufficiali non venivano ripagati solo con denaro: ad uno degli indagati si contesta di aver ricevuto, oltre a somme di denaro, anche prestazioni sessuali, oltre a omaggi e il pagamento di un canone di locazione; ad uno dei sindaci la Procura addebita di aver ricevuto somme di denaro e, soprattutto, i voti da parte dei cittadini argentini in occasione delle elezioni amministrative di giugno 2024, in cambio della firma di centinaia di false iscrizioni anagrafiche.












