Il Centro antiviolenza “La Fenice” della Provincia di Teramo presenta la relazione annuale e restituisce l’immagine di un territorio dove le richieste di aiuto aumentano e si fanno più complesse. Nel 2025 gli accessi sono stati 120, con 80 donne prese in carico (10 in più rispetto al 2024). Tra loro anche due minorenni, segnalate dopo gli incontri di sensibilizzazione svolti nelle scuole.

Il profilo delle donne seguite racconta un’utenza diversificata: età media 42 anni, il 52% italiane, 19 disoccupate e livelli di istruzione variabili. Preoccupa il dato delle 46 donne che hanno riportato episodi di violenza assistita, cioè subita davanti ai figli.

Proprio su questo fenomeno il Centro denuncia una criticità ricorrente: in diversi casi, dopo la denuncia, le donne si trovano a dover affrontare provvedimenti del Tribunale dei Minori che possono sospendere la responsabilità genitoriale, quando si ritiene che la vittima non si sia allontanata abbastanza rapidamente dal contesto violento esponendo i figli a rischio. Una procedura che, pur fondata sulla tutela dei minori, può generare vittimizzazione secondaria.

La Fenice chiede quindi protocolli più coordinati tra forze dell’ordine, procure, tribunali e servizi sociali, oltre a tempi più rapidi nei procedimenti e a valutazioni che tengano conto del contesto coercitivo e delle dinamiche della violenza.

Sul fronte dei servizi, nel 2025 il Centro ha supportato 32 donne nella richiesta del “reddito di libertà”, erogato buoni spesa, attivato percorsi di formazione e inserimento lavorativo (uno dei quali ha portato a un’assunzione), e ha sostenuto l’accoglienza di una donna straniera vulnerabile.

“Abbiamo dedicato l’intero mese di novembre alla sensibilizzazione contro la violenza di genere – ricorda Erika Angelini (nella foto), presidente della Commissione Pari Opportunità – affrontando in particolare il tema della violenza assistita. Ma i centri antiviolenza vivono ancora con risorse insufficienti e finanziamenti incerti, che costringono a ripresentare ogni anno nuovi progetti”.

La Fenice e Casa Maia, con i loro sette sportelli sul territorio, restano un punto di riferimento per assistenza psicologica, giuridica e sociale, offrendo supporto gratuito e anonimo attraverso il numero verde 800 174 207, WhatsApp e contatti telefonici e mail.