In un comunicato, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) emerge la protesta del personale del carcere di Castrogno, a Teramo, per il mancato pagamento degli straordinari da gennaio. «Da oltre cinque mesi il personale continua a garantire i servizi essenziali di sicurezza, ma l’Amministrazione non ha ancora corrisposto le ore di lavoro straordinario maturate», si legge nella nota. Il segretario provinciale Giuseppe Pallini denuncia che «mancano 50 unità di Polizia Penitenziaria e la popolazione detenuta ha raggiunto le 453 presenze rispetto a una capienza di 255 posti». Aggiunge che «senza il continuo ricorso al lavoro straordinario sarebbe impossibile garantire ordine e sicurezza». Pallini segnala anche «ripetuti sorvoli di droni e il ritrovamento di telefoni cellulari», oltre alla presenza di «numerosi detenuti con gravi disturbi psichiatrici», sottolineando che «il carcere non può sostituirsi alle strutture sanitarie specialistiche». Il segretario generale Donato Capece afferma che «è inaccettabile che lo Stato chieda sacrifici straordinari ai poliziotti penitenziari senza poi rispettare il diritto alla retribuzione» e chiede «l’immediata liquidazione delle competenze arretrate e un intervento urgente del Ministero della Giustizia». Il SAPPE conclude con un appello alle istituzioni locali, tra cui Gianguido D’Alberto, Camillo D’Angelo, Fabrizio Stelo, Giulio Sottanelli e i consiglieri regionali teramani, affinché «si facciano interpreti delle problematiche del personale e delle esigenze di sicurezza della comunità».