Il commissario dell’ASP1 di Teramo, Roberto Canzio, in una dichiarazione rilasciata stamattina ha denunciato una serie di problematiche relative alla gestione delle case di riposo della provincia in capo alla sua amministrazione. Prima di affrontare la querelle con il Comune, Canzio si è espresso sui rapporti con la Polis, cooperativa che si occupava dei servizi, con la quale è stata interrotta la collaborazione per questioni economiche. Canzio ha sottolineato come l’ASP1 stia contestando un decreto ingiuntivo di oltre 8 milioni di euro, ritenendo che ci siano state delle irregolarità nelle fatture. Nel frattempo, per garantire la continuità dei servizi, è stato avviato un procedimento d’urgenza per affidare la gestione ad un nuovo soggetto. Entro novembre sarà indetta una gara per individuare il gestore definitivo.
La relazione tra l’ASP e il Comune di Teramo, intanto, da quello che si apprende dalle ultime vicende, si è deteriorata ulteriormente. Canzio ha evidenziato come il Comune abbia emesso un decreto ingiuntivo all’ASP di 200mila euro per il mancato pagamento di alcuni crediti, nonostante, a suo dire, l’ASP vanti un credito di 790mila nei confronti del Comune stesso.
La risposta del sindaco D’Alberto non si è fatta attendere. Con un comunicato emesso in serata ha contestato le dichiarazioni del commissario riguardo ad un presunto debito del Comune nei confronti dell’azienda.“Il debito da parte del Comune nei confronti dell’ASP 1 relativo al pagamento delle rette, di cui parla il commissario Canzio e che peraltro risalirebbe ad alcune annualità fino al 2016, periodo in cui era assessore comunale, non è sostanziato da alcun atto, così come confermato dai nostri uffici. Al contrario, come rilevato sempre da questi ultimi, al 2020 il nostro ente vantava un credito nei confronti della casa di riposo di 56.697 euro, frutto della differenza tra le quote versate e quelle realmente dovute”.
Nella guerra tra Asp1 e Comune, entra anche la collezione Ventili ospitata presso la Pinacoteca. Il Commissario Canzio ne rivendica la proprietà in capo all’Asp1 aggiungendo che sono 160 opere “che vanno restituite al legittimo proprietario“. Il sindaco, nel comunicato ribadisce che “si tratta di un patrimonio della città e che un accordo storico ne regola la custodia. L’Amministrazione si dichiara disponibile al dialogo con l’ASP per trovare una soluzione che consenta sia alla cittadinanza di continuare a fruire delle opere d’arte, sia all’azienda di tutelare il proprio patrimonio“.”.
D’Alberto, infine, ha sottolineato la volontà del Comune di sostenere l’ASP, invitando la Regione ad intervenire per garantire un reale supporto all’azienda.











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