Una trappola in piena regola orchestrata da individui senza scrupoli. Martino Caldarelli era andato all’appuntamento con Alessia Di Pancrazio nella sua abitazione in un casolare di campagna nei pressi di Corropoli, senza sospettare che quello sarebbe stato l’ultimo giorno della sua vita. Si trovava in camera da letto con la donna, quando la figura corpulenta di Andrea Cardelli è apparsa all’improvviso e con fare minaccioso gli ha chiesto dei soldi. Una rapina in piena regola, alla quale però il 48enne di Isola Del Gran sasso, fidando anche sulla sua prestanza fisica, si è ribellato e ne è nata una lite sfociata in una violenta colluttazione. Tra le mani di Cardelli appare un coltello. Partono i primi fendenti. Caldarelli, pur ferito, tenta la fuga verso l’auto, una panda rossa che successivamente avrà un ruolo nell’indagine. Speranza di fuga infranta da due forti badilate, tanto forti da spezzare il manico dell’attrezzo. Caldarelli giace a terra ormai morto.
Momenti concitati, conclusi con il corpo della vittima denudato e gettato nel laghetto di Brughello, a pochi chilometri dalla casa. I due pensano anche alla Panda. La verniciano di nero e le danno fuoco in una via di Giulianova in un tentativo di depistaggio. I carabinieri tuttavia, risalgono al proprietario attraverso il numero del telaio e al presunto assassino segnalato in precedenza a bordo dell’auto. Incroci successivi con la geolocalizzazione dei cellulari insieme a pedinamenti mirati, hanno permesso di ricostruire il puzzle degli avvenimenti e arrivare ai presunti responsabili.

A questo punto la vicenda si tinge ulteriormente di giallo. La stessa Di Pancrazio, sarebbe stata oggetto di un tentativo di strangolamento da parte del compagno. Circostanza che la spingerà ad aprirsi più tardi agli investigatori e ad indicare il luogo dove trovare il corpo della vittima. Un tentativo maldestro dell’uomo, molto probabilmente per eliminare l’anello debole che avrebbe potuto condurlo a lui e che potrebbe costargli anche un ulteriore accusa di tentato omicidio. Una personalità ad alto rischio, quella di Cardelli. Si era distinto in precedenza in episodi di particolare violenza e quest’ultimo non sarebbe stato il primo tentativo di rapina orchestrata con la stessa tecnica. Lo aveva già fatto con la Di Pancrazio con una persona che, pur pesantemente minacciata, era riuscito a defilarsi.
Davanti ai magistrati Andrea Cardelli ha confessato. Alessia Di Pancrazio, si è avvalsa invece della facoltà di non rispondere. “Aspettiamo di vedere le carte”, il commento del suo difensore.













Lascia un commento