Il caso della propaganda referendaria a Campli approda sul tavolo del Prefetto, innescando un botta e risposta tra l’amministrazione comunale e l’opposizione. Al centro della contesa il diniego all’utilizzo della Sala Santa Maria degli Angeli, richiesto dalla consigliera Fabiana Mariani per un incontro pubblico, che aveva sollevato dubbi circa il rispetto della parità di accesso agli spazi istituzionali. La replica del Primo Cittadino non si è fatta attendere, motivando l’indisponibilità del locale con un’improvvisa emergenza sanitaria emersa durante i sopralluoghi tecnici. Secondo quanto ricostruito dal Comune, la verifica degli ambienti ha portato alla luce una situazione critica che ha imposto l’immediata interdizione della struttura. Nel corso della verifica è stata purtroppo riscontrata la presenza certa di ratti all’interno della struttura, circostanza desumibile dalla presenza diffusa di deiezioni rinvenute nei locali, spiega il Sindaco nella sua nota ufficiale, precisando che tale situazione ha evidenziato una problematica di natura igienico-sanitaria che rendeva i locali non idonei all’immediato utilizzo pubblico. Per fugare ogni sospetto di natura politica, l’amministrazione ha sottolineato come la criticità sia emersa solo di recente e ha prontamente allegato documentazione fotografica per garantire la massima chiarezza e trasparenza circa le circostanze che hanno reso necessario il temporaneo mancato utilizzo della Sala. Per assicurare lo svolgimento dell’iniziativa referendaria, la Giunta ha comunque predisposto delle alternative logistiche nel tentativo di tutelare il pluralismo e la libertà di espressione. L’Amministrazione ha ritenuto opportuno individuare e mettere tempestivamente a disposizione dei richiedenti spazi alternativi idonei, offrendo come opzioni la Sala Polifunzionale di Sant’Onofrio o l’atrio di Palazzo Lucque nel centro storico. La nota si conclude ribadendo che la scelta è stata guidata esclusivamente dall’applicazione dei principi di tutela della salute pubblica e sicurezza degli utenti, garantendo al contempo che resti fermo l’obbligo di utilizzo degli spazi nel rispetto delle disposizioni normative vigenti in materia di propaganda elettorale.
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