
Un terremoto giudiziario e societario scuote il calcio professionistico e rischia di ridisegnare radicalmente la geografia della prossima Serie C. La Procura di Bari ha ufficialmente chiesto la liquidazione giudiziale per insolvenza (il vecchio fallimento) della SSC Bari. Un tracollo che arriva nel momento sportivo più buio per i pugliesi, reduci dalla retrocessione in Serie C dello scorso 22 maggio dopo il pareggio nei playout contro il Sudtirol. Una situazione drammatica che, per l’effetto domino dei regolamenti FIGC, accende invece i riflettori e le speranze del Teramo 1913. Secondo la consulenza tecnica depositata a gennaio e integrata a maggio alla luce del bilancio 2025, riporta Tele Norba, i conti della SSC Bari sarebbero ormai logorati da perdite reiterate dal 2019 al 2024. Negli atti della Procura viene evidenziato come il patrimonio netto sia rimasto positivo unicamente grazie a manovre straordinarie. Operazioni ritenute non più sufficienti a coprire un capitale sociale e riserve “definitivamente erosi”. Se il Tribunale dovesse accogliere la richiesta di liquidazione, l’esclusione del Bari dal prossimo campionato diventerebbe una certezza formale. In questo scenario di incertezza e possibili esclusioni nei campionati professionistici, il Teramo osserva l’evoluzione con grandissimo interesse. Dopo aver vinto la finale playoff del Girone F di Serie D la formazione biancorossa si è guadagnata un posto d’onore nella graduatoria nazionale per i ripescaggi, tuttavia in formale equilibrio – e questo potrebbe essere uno scoglio – con la Virtus Verona. Qualora il posto del Bari (o di altre società in bilico) dovesse liberarsi ufficialmente, la FIGC farà la sua scelta. Forte del successo nei playoff, di un ottimo piazzamento in campionato e della certezza burocratica legata alle proprie strutture, il “Diavolo” ha comunque tutte le carte in regola per sognare un clamoroso e immediato ritorno tra i professionisti. Le prossime settimane e i verdetti della Covisoc emetteranno la sentenza definitiva.











