Una vasta operazione della Polizia Penitenziaria ha portato al sequestro di droga e numerosi cellulari nel carcere di Castrogno. Nonostante le pene siano state aumentate nel 2020, il problema persiste e anzi, sembra aggravarsi.

Secondo i sindacati di polizia penitenziaria, la situazione è particolarmente critica a causa dell’alta concentrazione di detenuti con problemi di tossicodipendenza e psichiatrici. La loro presenza complica la gestione delle carceri e rende più difficile contrastare l’introduzione di materiali illeciti.

I sindacati sottolineano come i cellulari introdotti in carcere non servano solo per comunicare con l’esterno, ma anche per creare un vero e proprio mercato interno, con ripercussioni negative sulla sicurezza e sull’ordine all’interno degli istituti penitenziari.

Per affrontare questa emergenza, i sindacati chiedono un potenziamento delle risorse umane e materiali a disposizione della Polizia Penitenziaria, una maggiore formazione del personale e una revisione delle norme che regolano l’esecuzione della pena, in modo da renderle più efficaci di fronte alle nuove sfide poste dalle tecnologie e dalla crescente violenza all’interno delle carceri.

In conclusione, il ritrovamento di droga e cellulari nel carcere di Teramo è solo l’ultimo episodio di un problema diffuso e complesso che richiede un intervento urgente e coordinato da parte delle istituzioni.


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