L’autotrasporto abruzzese lancia un grido d’allarme contro la nuova ondata di speculazione sul carburante, che sta mettendo in ginocchio soprattutto le piccole imprese. Durante l’assemblea regionale di Cna Fita Abruzzo, a Pescara, la categoria ha denunciato come l’impennata dei prezzi, aggravata dal conflitto in Medio Oriente, stia portando molte aziende oltre il punto di rottura, con il rischio concreto di fermare i mezzi perché il viaggio costa più del guadagno.
I vertici nazionali dell’associazione, presenti all’incontro, hanno ribadito la necessità di interventi immediati: rimborso rapido delle accise, sospensione dei pagamenti fiscali e previdenziali e misure strutturali da inserire nella prossima legge di bilancio. Le iniziative del governo, hanno sottolineato, sono state rapidamente neutralizzate dalle manovre speculative che continuano a far lievitare i costi.
La riunione, molto partecipata, ha evidenziato un clima di forte preoccupazione e urgenza, con imprenditori alle prese non solo con il caro carburante, ma anche con problemi cronici come i costi di esercizio e i ritardi nei pagamenti.