Nell’ambito del processo per il presunto inquinamento delle acque del Gran Sasso l’accusa ha chiesto la condanna di dieci imputati e due società. Ex dirigenti di Infn, Strada dei Parchi e Ruzzo Reti rischiano un anno e otto mesi di reclusione e 40mila euro di multa ciascuno.
Gli imputati sono accusati di non aver adottato le misure necessarie a proteggere l’acquifero e la rete idrica. Il Ministero dell’Ambiente, costituitosi parte civile insieme ad altre associazioni ambientaliste, ha chiesto un risarcimento di due milioni di euro. Le società Strada dei Parchi e Ruzzo Reti affrontano a loro volta richieste di multa rispettivamente di 200mila e 160mila euro. E’ quanto riporta Il Messaggero di oggi in cronaca.
Secondo la pubblica accusa, le opere di messa in sicurezza non sono mai state completate, lasciando condotte danneggiate e pozzetti non impermeabilizzati che favorirebbero un rischio concreto di contaminazione. Una condizione, si legge, determinata da una sopravvenuta mancanza di fondi. Ora prossimo passo ad ottobre. Toccherà agli avvocati della difesa esporre le proprie ragioni.












