L’annata olearia 2024-2025 si prospetta particolarmente difficile per gli olivicoltori abruzzesi. Nonostante la qualità delle olive sia eccezionale e promette un olio extravergine di altissima qualità, la produzione ha subito un crollo drammatico, con una stima di circa il 50% in meno rispetto alle medie storiche. A confermare questo scenario allarmante è l’Associazione Frantoiani Abruzzesi, che sottolinea come le avverse condizioni meteorologiche, in particolare durante la fase di fioritura, abbiano compromesso gran parte del raccolto. I dati diffusi dall’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) confermano la gravità della situazione: a livello nazionale si stima una perdita di oltre 220mila tonnellate di olio rispetto allo scorso anno.

L’Abruzzo, con i suoi 293 frantoi attivi e 38.457 ettari coltivati a olive, è una delle principali regioni olivicole italiane. Tuttavia, anche la nostra regione è stata duramente colpita. Chieti si conferma la provincia leader nella produzione di olive da olio, con oltre 20.000 ettari coltivati, pari al 52% del totale regionale. Seguono Pescara con 10.600 ettari, Teramo con 5.780 ettari e L’Aquila con 2.077 ettari. Nonostante le difficoltà, gli olivicoltori abruzzesi sono riusciti a garantire la massima qualità del prodotto finale. L’olio extravergine d’oliva abruzzese continuerà a essere un prodotto d’eccellenza . La drastica riduzione della produzione, si teme, avrà inevitabili ripercussioni sul mercato e potrebbe comportare un aumento dei prezzi. (Fonte AbruzzoWeb – Photocredit E.Squartini)


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