Si è conclusa ad Archi la seconda edizione del Pichuco Festival, la rassegna dedicata alla memoria del celebre compositore e bandoneonista argentino Aníbal Troilo, i cui nonni paterni partirono proprio dal borgo chietino prima di emigrare in Sudamerica. L’evento, promosso dall’associazione Pichuco and Friends sotto la direzione artistica del Maestro Simone Marini e sostenuto dalle istituzioni locali e regionali, ha richiamato partecipanti da numerose regioni italiane tra cui Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Molise, Puglia e Abruzzo. La manifestazione ha alternato esibizioni di ballo, incontri culturali e mostre d’arte curate da artisti locali, affiancate dalla presentazione del volume di Andreina Di Girolamo e dalle edizioni musicali dell’orchestra Lo que vendrá, formata da Daniela Fidanza, Pasquale Lancuba, Fernando Mangifesta, Mario Pace, Angela Di Giuseppe, Claudio Mangialardi e Federico Pierro. Tra gli ospiti della rassegna figuravano Francisco Torné, nipote del musicista, il giornalista Goffredo Palmerini e i ballerini Miguel Ángel Zotto e Daiana Guspero. A margine delle sue esibizioni, Miguel Ángel Zotto ha dichiarato che “Archi è un paese meraviglioso con tanta storia, siamo felici di essere qui, nel luogo da dove partirono i nonni paterni di Aníbal Troilo prima di emigrare in Argentina. Questo festival internazionale dedicato al grande Pichuco celebra l’eredità artistica di uno dei più grandi musicisti del Novecento, ma anche il legame che unisce Italia e Argentina che trova nel tango una delle sue espressioni più autentiche”. Il sindaco Nicola De Laurentis ha commentato affermando che “il successo del Pichuco Festival è motivo di grande orgoglio per tutta la comunità di Archi. Ringrazio l’associazione Pichuco and Friends per aver ideato e organizzato un evento che già dalla seconda edizione ha raccolto un pubblico così ampio. Vedere così tante persone arrivare da diverse regioni d’Italia per partecipare a questa manifestazione conferma quanto il nome di Aníbal ‘Pichuco’ Troilo e la sua storia siano ancora oggi capaci di emozionare e unire. Questo Festival rappresenta molto più di un evento culturale: è un’occasione per riscoprire e valorizzare un legame profondo con una delle figure più grandi della storia del tango, ma è anche l’occasione per far conoscere la ricchezza storica e le bellezze architettoniche e paesaggistiche del nostro borgo, che sono state ampiamente apprezzate dagli ospiti e dal pubblico che hanno partecipato a Pichuco Festival”. (Per le altre notizie della giornata clicca in alto su Primo Piano)