Sui continui black out in città, Il Presidente della Commissione Regionale di Vigilanza, Sandro Mariani, ha annunciato la convocazione di una nuova audizione di E-Distribuzione proprio perché “Teramo non può continuare a convivere con interruzioni di energia elettrica che si ripetono con preoccupante frequenza. Cittadini, famiglie e attività economiche hanno diritto a un servizio efficiente e affidabile”. Nel ricostruire i rapporti con l’azienda, Mariani non ha nascosto le difficoltà di dialogo, spiegando che “purtroppo devo registrare una collaborazione non sempre adeguata da parte di E-Distribuzione”, una criticità che ha complicato la ricerca di soluzioni condivise. Richiamando gli impegni già assunti dal gestore nel settembre 2025, il Consigliere Regionale ha sottolineato la necessità di verifiche urgenti poiché “Teramo non è la periferia dell’Impero. Parliamo di un capoluogo di provincia con oltre 50.000 abitanti”, concludendo che, pur non mettendo in discussione gli investimenti, “è evidente che debbano essere individuate soluzioni in grado di garantire continuità del servizio durante questa fase”. Sulla stessa linea di forte protesta si è schierato il Sindaco Gianguido D’Alberto, che ha definito intollerabile lo scenario in cui versa il territorio comunale e ha deciso di investire direttamente le autorità superiori. “Quanto sta accadendo in città ormai da troppo tempo, con continue e diffuse interruzioni di energia elettrica anche più volte al giorno”, ha dichiarato il primo cittadino, annunciando di aver già scritto una nota ufficiale al Prefetto. D’Alberto ha poi alzato i toni chiedendo risarcimenti immediati e denunciando come questa situazione “metta a rischio anche l’incolumità e la sicurezza dei cittadini, in particolare di quelli più anziani e fragili”. Contestando la gestione del surriscaldamento delle linee dovuto all’inizio dell’estate, il Sindaco ha criticato l’impreparazione del gestore di fronte a temperature ampiamente prevedibili, evidenziando che le reti non sono più adeguate a condizioni climatiche che ormai “non possono più dirsi eccezionali” e sollecitando il Prefetto a interessare della questione anche il Governo nazionale.

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