​Da oltre vent’anni Gabriele Pagliariccio, direttore della Chirurgia vascolare dell’ospedale di Teramo, trasforma i propri giorni di ferie in un’opportunità di cura per chi vive nelle zone più povere del mondo. Anche quest’anno una missione umanitaria ha visto protagonista un’equipe mista, composta da professionisti marchigiani e teramani, impegnata nell’ospedale di Zumbahua, situato a 3.600 metri di altitudine sulle Ande ecuadoriane. Tra i volontari che hanno scelto di dedicare il proprio tempo ai più deboli figura anche Sabrina Armellini, infermiera del blocco operatorio del Mazzini, che ha condiviso quindici giorni di intensa attività chirurgica insieme a ginecologi, anestesisti e strumentisti.​ L’obiettivo della spedizione, coordinata dai volontari dell’operazione Mato Grosso, è quello di garantire assistenza sanitaria gratuita ai campesinos, i contadini delle zone rurali che altrimenti non potrebbero permettersi i costi elevati della sanità locale. Durante la permanenza, il team guidato da Pagliariccio ha eseguito 35 interventi chirurgici, restituendo dignità e salute a pazienti che convivono con patologie spesso invalidanti.

Il valore profondo di questa esperienza emerge nel racconto di piccoli grandi traguardi, come quello di un paziente cinquantenne sordomuto che, grazie all’operazione per gravi varici, ha potuto riprendere la propria vita quotidiana. Per i sanitari coinvolti, il senso della missione risiede proprio in questa gratitudine silenziosa, un bagaglio umano che riportano in corsia a Teramo dopo ogni viaggio.