Il processo di ricostruzione gestito dall’ATER di Teramo ha ufficialmente superato la barriera della programmazione per entrare nel vivo dell’attuazione tecnica. Con l’approvazione del nuovo cronoprogramma operativo, l’Azienda segna un passaggio cruciale che trasforma i progetti cartacei in cantieri visibili e risultati tangibili sul territorio. Questa evoluzione è stata presentata dal presidente dell’ATER Alfredo Grotta (foto) insieme al commissario straordinario Guido Castelli e al direttore dell’Ufficio Speciale Regionale per la Ricostruzione Vincenzo Rivera.

L’obiettivo dichiarato è quello di accelerare ulteriormente le procedure, garantendo al contempo un’elevata qualità degli interventi e il rigoroso rispetto dei tempi di consegna per restituire sicurezza e dignità abitativa alle famiglie colpite dal sisma. L’attuale dinamismo dell’ente, guidato oggi da Alfredo Grotta, si manifesta attraverso un sistema d’azione simultaneo che abbraccia diverse fasi del processo edilizio, dalla demolizione alla consegna delle chiavi.

Nel comune capoluogo, l’attenzione è rivolta a interventi di grande impatto come la demolizione e ricostruzione dell’edificio 505 a Colleatterrato, un’opera dal valore di circa 2,85 milioni di euro, a cui si affiancano i lavori di riparazione e miglioramento sismico già affidati per l’immobile di via Adamoli per oltre 1,5 milioni di euro. La capillarità degli interventi tocca anche Montorio al Vomano, dove tra lavori affidati e in fase di assegnazione si mobilitano circa 900 mila euro per la sicurezza degli edifici 509 e 187. Questo modello operativo si estende costantemente in provincia, raggiungendo centri come Basciano, dove è imminente l’affidamento per la ricostruzione dell’edificio 551B, e Isola del Gran Sasso, beneficiaria di un finanziamento da mezzo milione di euro per il consolidamento delle strutture esistenti. Oltre ai nuovi avvii e alle fasi di gara, la ricostruzione inizia a mostrare i suoi frutti definitivi con il completamento di opere strategiche che permettono il rientro degli inquilini nei propri alloggi.

A Castelli, l’intervento sull’edificio 461 è giunto a conclusione con una spesa di oltre 587 mila euro, aprendo la strada al ritorno imminente delle famiglie, mentre a Civitella del Tronto si attende il collaudo finale per l’imponente recupero dell’edificio 624, costato oltre 2 milioni di euro. Questa stratificazione delle attività — che vede convivere opere concluse, cantieri aperti e procedure di affidamento — assicura una continuità operativa che non solo ripristina il patrimonio edilizio pubblico, ma funge da reale volano per il rilancio socio-economico delle comunità locali, trasformando l’emergenza in un’opportunità di rinnovamento strutturale per l’intero territorio teramano.














