Taser sì, taser no. Continua la querelle sull’adozione di questo particolare sistema di deterrenza alla Polizia Locale. Un provvedimento auspicato dal consigliere di Fratelli d’Italia, Luca Corona, non condiviso dal sindaco Gianguido D’Alberto. Una posizione che a sua volta ha sollecitato la reazione dell’associazione della Polizia Locale, (vedi in calce gli articoli correlati) alla quale risponde oggi con una lettera il sindaco stesso . Ne riportiamo in sintesi i contenuti:

Il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto

Il primo cittadino ha precisato che tale scelta non implica una mancanza di attenzione verso la sicurezza, ma mira a “garantire l’incolumità di tutti attraverso l’utilizzo di strumenti altrettanto e forse anche più efficaci ed adeguati ma meno pericolosi”. D’Alberto ha sottolineato come il dispositivo non sia attualmente previsto dai regolamenti della Regione Abruzzo e presenti un “coefficiente di offensività tale da richiedere una valutazione approfondita”, citando inoltre le decisioni analoghe di città come Torino, Bologna e Firenze. Entrando nel merito delle dotazioni, il sindaco ha ribadito che il corpo è già regolarmente armato e che l’amministrazione ha avviato per il 2026 un percorso di formazione per l’uso dello spray antiaggressione e della mazzetta di segnalazione. Secondo il sindaco, “l’attuale combinazione di armamento e strumenti di distanziamento” è sufficiente a garantire la tutela degli operatori nel rispetto dei principi di proporzionalità. Pur non manifestando un pregiudizio assoluto per il futuro, D’Alberto ha concluso richiamando la necessità di un intervento statale per un “vero potenziamento e rafforzamento del Corpo di Polizia Locale”, chiedendo misure che ne riconoscano il ruolo fondamentale senza strumentalizzazioni politiche.

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