Oggi nell’aula convegni dell’ospedale di Teramo si è svolta una mattinata di riflessione e confronto in occasione della XXXIV Giornata mondiale del malato, con il convegno “La compassione del samaritano: una nuova cultura della salute nel territorio”. All’incontro hanno partecipato il direttore generale della Asl, Maurizio Di Giosia, il vescovo della diocesi di Teramo-Atri, Lorenzo Leuzzi, rappresentanti del mondo sanitario, accademico, ecclesiale e del volontariato.

Nel corso della mattinata si sono alternati diversi interventi che hanno sottolineato il valore della compassione nella relazione di cura e l’importanza di una sanità territoriale integrata. Di Giosia ha dichiarato: “Il malato non è un numero, ma una persona con una storia, con relazioni e bisogni che vanno oltre la dimensione clinica. Umanizzare la cura significa unire competenza professionale ed empatia, tecnologia e ascolto, efficacia clinica e vicinanza umana.” Il direttore ha evidenziato come la medicina di prossimità non riguardi solo infrastrutture e tecnologie, ma anche rete, ascolto e cura integrata. Leuzzi ha sintetizzato in chiave moderna il messaggio della parabola del Buon Samaritano: “Curare sempre, guarire se possibile”, sottolineando la necessità di potenziare la medicina territoriale e la prevenzione, per garantire che nessuno si senta solo sul territorio. All’incontro ha portato i saluti anche il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto. Hanno preso la parola anche don Giorgio Dragoni, su messaggio del Papa per la giornata, Eleonora Sparvieri, responsabile della Uosd Assistenza domiciliare integrata della Asl, e Massimo De Martiniis, docente all’Università dell’Aquila e direttore della Uoc Lungodegenza di Giulianova, sul ruolo della formazione universitaria degli operatori.