La Provincia di Teramo è tra gli enti vincitori del bando nazionale “Province X Giovani” con il progetto “Io ti riconosco”, ammesso a finanziamento per un importo complessivo di 100 mila euro. L’iniziativa, che si svilupperà nell’arco di diciotto mesi, interesserà l’intero territorio provinciale e sarà presentata nel corso di una conferenza stampa in programma lunedì 19 gennaio alle ore 10, nella sala consiliare. Il progetto è stato candidato dalla Provincia insieme a un partenariato composto dalla ASL, dall’Ufficio scolastico provinciale, dagli Istituti alberghieri “Di Poppa” di Teramo, “Crocetti” di Giulianova e “Zoli” di Atri, dalla Consorform e dall’associazione Itaca. Alla conferenza stampa interverranno il presidente Camillo D’Angelo, la dirigente Daniela Carminucci e i rappresentanti dei soggetti partner.

L’idea progettuale prende le mosse dal concetto “Ti vedo ma non ti conosco”, che sintetizza una condizione diffusa soprattutto tra giovani e adulti, spesso inseriti negli stessi spazi fisici e digitali ma incapaci di riconoscersi realmente. In questo contesto, l’altro rischia di essere ridotto a un’etichetta, alimentando stereotipi, paure e dinamiche di esclusione. La carenza di alfabetizzazione emotiva e di occasioni strutturate di confronto favorisce, secondo l’impostazione del progetto, relazioni polarizzate e comportamenti violenti, sia offline sia online. La Provincia di Teramo potrà contare su un patrimonio di competenze maturato negli anni attraverso il Centro antiviolenza, la Casa rifugio e i servizi rivolti anche agli uomini maltrattanti, realtà già attive nelle scuole con percorsi dedicati all’affettività, al rispetto e alla prevenzione della violenza. Nel quadro del programma “Province X Giovani”, l’obiettivo è trasformare queste esperienze in un sistema strutturato di prevenzione primaria, esteso e coordinato su scala provinciale.

Il progetto “Io ti riconosco” prevede percorsi di educazione socio-affettiva e di promozione della prosocialità rivolti ai ragazzi tra i 14 e i 16 anni, con l’intento di favorire la consapevolezza emotiva, il riconoscimento dell’altro, la decostruzione di stereotipi e linguaggi d’odio e la capacità di individuare e contrastare le diverse forme di violenza. Accanto al lavoro con gli studenti, sono previste azioni di coinvolgimento delle famiglie, delle scuole e dei servizi territoriali, nella prospettiva di una responsabilità educativa condivisa. Come sottolineano i promotori, “il bisogno prioritario del territorio è rafforzare la prevenzione, intervenendo prima che il disagio si trasformi in conflitto o violenza”, attraverso un approccio integrato che metta in rete istituzioni, mondo della scuola e servizi sociali e sanitari.