Un intervento dei carabinieri per maltrattamenti in famiglia, avvenuto in un appartamento nel centro di Chieti, si è concluso con l’arresto di una donna di 40 anni e la denuncia della sorella di 46. L’episodio, riportato da Il Centro, ha avuto origine da una chiamata al 112 effettuata dalla madre delle due donne, una 68enne che ha chiesto aiuto dopo essere stata aggredita all’interno dell’abitazione.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, con il supporto dei vigili del fuoco e del personale del 118. In un primo momento, la figlia maggiore avrebbe tentato di depistare i militari sostenendo che si trattasse “solo di una lite tra cani”. Una volta entrati nell’appartamento, però, i carabinieri hanno trovato l’anziana con evidenti segni di percosse, tra cui un volto tumefatto e ferite alle braccia. La donna ha indicato nella figlia minore l’autrice dell’aggressione. Alla vista dei militari, la quarantenne, in evidente stato di alterazione dovuto all’abuso di alcol, avrebbe tentato nuovamente di scagliarsi contro la madre, minacciandola di morte. Secondo quanto ricostruito, la donna ha poi opposto una violenta resistenza ai carabinieri, salendo sul piano cottura della cucina e colpendoli con calci e pugni, cercando anche di afferrare alcuni coltelli.
Nel corso dell’intervento è intervenuta anche la sorella maggiore, che avrebbe tentato di forzare il blocco dei militari e pronunciato frasi minacciose nei confronti della madre. La condotta aggressiva della quarantenne è proseguita anche durante il trasporto in caserma e all’interno degli uffici di via Ricciardi, dove la donna ha continuato a insultare e minacciare i militari, arrivando a danneggiare la strumentazione informatica con una testata. La madre è stata successivamente accompagnata al pronto soccorso di Chieti, dove è stata medicata e dimessa con una prognosi di sette giorni. Anche due carabinieri hanno riportato lesioni giudicate guaribili in pochi giorni. Il giudice ha convalidato l’arresto per i reati di resistenza, violenza, minaccia e lesioni a pubblico ufficiale. Le accuse relative all’aggressione ai danni della madre sono confluite in un fascicolo separato e, in assenza di una richiesta di misure cautelari da parte del pubblico ministero, la donna è stata rimessa in libertà senza obblighi restrittivi.













