Bilancio di fine anno per l’Università degli Studi di Teramo. Nel corso della conferenza stampa in Aula Magna, il magnifico rettore Christian Corsi (foto) ha illustrato i principali risultati raggiunti dall’Ateneo nel 2025, con particolare attenzione a internazionalizzazione, ricerca e sviluppo strategico. «Il 2025 è stato un anno di rilancio e di apertura internazionale», ha affermato il Rettore, sottolineando i segnali di ripresa delle immatricolazioni, stimate in crescita del 6,4%. Forte l’aumento degli studenti internazionali, arrivati a 226 da 32 Paesi, con 170 iscritti al corso di laurea in lingua inglese in Biotechnology.

Sul fronte dei servizi agli studenti, è stato annunciato l’ingresso di Antonio Prencipe, docente associato di Economia aziendale, come nuovo delegato al Placement e alla Student experience, con l’obiettivo di rafforzare il welfare studentesco e il collegamento con il mondo del lavoro. Risultati rilevanti anche nella ricerca e nella formazione dottorale. La Scuola UNITEDoc ha assegnato 52 borse di dottorato, record per l’Ateneo, interamente finanziate con risorse esterne. Tra i successi più significativi, l’ottenimento di oltre un milione di euro dal bando FIS3 per un progetto su intelligenza artificiale e governance democratica coordinato dal prof. Simone Busetti e realizzato dall’assegnista Francesco Maria Scanni.
Ampio spazio è stato dedicato all’internazionalizzazione, con circa 400 mobilità in entrata e in uscita, 11 nuove convenzioni Erasmus e 18 accordi di collaborazione internazionale. L’elezione di Christian Corsi alla presidenza di UniAdrion e le missioni istituzionali in Brasile e nel Regno Unito hanno rafforzato il posizionamento dell’Ateneo nelle reti accademiche globali. «L’internazionalizzazione non è uno slogan ma un’esperienza concreta», ha ribadito il Rettore. Infine, annunciati importanti progetti infrastrutturali: l’Università di Teramo sarà stazione appaltante per interventi pari a 38 milioni di euro, con l’avvio dei cantieri previsto nei primi mesi del 2026. Tra questi la Cittadella della Cultura e il progetto AgroBioServ. «Sono investimenti strutturali che cambieranno il volto dell’Ateneo», ha concluso Corsi, «rafforzandone il ruolo di motore di sviluppo per il territorio».













