Nel primo semestre del 2025 il mercato del lavoro abruzzese mostra segnali di rafforzamento, con un aumento degli occupati pari al 2 per cento, superiore all’1,2 per cento registrato a livello nazionale. A evidenziarlo è il Centro studi Cresa della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia, sulla base dei dati Istat. Secondo l’assessore alle Attività produttive Tiziana Magnacca, «la regione, che aveva faticato più di altre a superare la crisi post-pandemica, conferma di essersi riavviata su un percorso positivo». La crescita riguarda soprattutto la fascia over 50, mentre gli inattivi diminuiscono in misura contenuta rispetto alla media del Mezzogiorno. Si riduce nettamente anche il numero delle persone in cerca di lavoro, con un calo del 15,4 per cento, quasi il doppio della media nazionale. I tassi di attività e occupazione risultano in linea con quelli italiani e migliori rispetto al Sud, mentre la disoccupazione si attesta al 7,8 per cento, sopra il dato nazionale ma lontana da quella meridionale.
Il rapporto mette però in luce criticità legate alla condizione femminile. Le donne inattive sono 172,9 mila, il 66 per cento del totale, in aumento rispetto al 2024. Le forze di lavoro femminili scendono a 228 mila unità, mentre le occupate sono 209 mila, in crescita ma con ritmi inferiori sia alla media nazionale sia a quella del Mezzogiorno. L’assessore sottolinea che «questi dati spingono la Regione a rafforzare le iniziative contro il divario di genere, dai tirocini finanziati ai programmi dedicati ai Neet». Restano ampi anche i divari per i giovani tra 15 e 34 anni, con indicatori leggermente inferiori alla media italiana ma migliori di quelli meridionali, e con una componente femminile particolarmente penalizzata. Nel semestre sono stati attivati 35,6 mila nuovi rapporti di lavoro tra gli under 30, in prevalenza contratti a termine, stagionali, intermittenti o di somministrazione, mentre solo una quota limitata è risultata a tempo indeterminato o in apprendistato.













