Le ricerche di Karol Brozek, 44enne polacco scomparso da quasi due settimane sul Gran Sasso, proseguono tra neve, vento e scarsa visibilità. Sul campo operano ogni giorno Soccorso Alpino, Sagf, Vigili del fuoco e Protezione civile, supportati da droni e unità cinofile. Una traccia Gps dell’orologio dell’uomo indica una salita verso il Corno Grande e una successiva discesa fino a quota 2.800 attorno alle 13 del 19 novembre, in coincidenza con l’ultimo messaggio alla compagna. Il camper, rimasto a Campo Imperatore, è stato rimosso.
La famiglia, sempre più in apprensione, sta analizzando autonomamente i dati Gps e le immagini disponibili. La sorella Diana sostiene di avere un’idea precisa della possibile zona in cui si troverebbe Karol e intende fornire indicazioni dettagliate alla Polizia. Scartata invece la possibilità di rivolgersi a una società privata per ricerche con droni e cani. Le squadre continuano a scandagliare conche, creste e canali del massiccio, sfruttando ogni dato utile e operando nel rispetto dei protocolli di sicurezza. Per la famiglia, l’attesa si fa ogni giorno più pesante.













