Si è conclusa con una condanna a quattro anni e otto mesi di reclusione la vicenda giudiziaria che ha visto coinvolta M. Di M., ex dipendente dell’ufficio postale di Corropoli. La sentenza, emessa con rito abbreviato, riguarda l’accusa di aver sottratto oltre 500mila euro dai risparmi di un correntista.

La donna, licenziata subito dopo l’emersione dello scandalo, è stata condannata anche all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e all’obbligo di versare una provvisionale immediatamente esecutiva di 80mila euro a favore del risparmiatore danneggiato. La quantificazione definitiva dei risarcimenti dovuti sia alla vittima che a Poste Italiane, entrambe costituite parti civili, sarà demandata a un successivo procedimento civile. Il Pubblico Ministero, Laura Colica, aveva richiesto una pena di cinque anni.

L’inchiesta era scattata lo scorso novembre, in seguito alla denuncia presentata alla polizia postale di Teramo da un correntista insospettito da alcune anomalie sul proprio conto. Secondo la ricostruzione degli investigatori, tra il 2017 e il 2024 il deposito del risparmiatore sarebbe stato progressivamente prosciugato, a sua insaputa.

La donna operava attraverso un complesso meccanismo di prelievi e operazioni non autorizzate, l’estinzione di buoni fruttiferi e la movimentazione di somme confluite su un libretto postale. Tra gli importi sottratti figuravano anche quelli derivanti dalla conversione di una polizza vita di un familiare defunto. La condanna pone un punto fermo nella vicenda, pur rimandando alla sede civile la definizione completa dei risarcimenti per i danni patrimoniali subiti.