In una nota diffusa oggi, Luca Corona offre un’analisi critica dell’operato dell’attuale amministrazione comunale di Teramo guidata dal sindaco Gianguido D’Alberto. Corona ricorda come l’amministrazione si fosse presentata fin dall’inizio come portatrice di «cambiamento, trasparenza e partecipazione», sottolineando però come, a suo giudizio, tali principi non si siano tradotti in realtà concrete.

Nel suo intervento, Corona cita un episodio del passato politico cittadino, ricordando la dura opposizione che l’attuale sindaco manifestò quando l’ex sindaco Maurizio Brucchi ampliò la giunta a nove assessori. «Ricordo bene le proteste di quando l’ex sindaco Brucchi portò la giunta a 9 assessori», afferma, osservando come, una volta al governo della città, anche D’Alberto abbia adottato la stessa scelta. Corona critica inoltre i rimpasti avvenuti nel primo mandato, culminati nell’ingresso in maggioranza degli ex candidati sindaci Teramo Di Dalmazio e Cavallari, interpretandoli come un tentativo di mantenere equilibri politici fragili.

L’analisi prosegue con un giudizio severo sulla situazione attuale della città. Corona sostiene che l’amministrazione stia seguendo la stessa logica di conservazione del potere: «Mantenere le poltrone non per far crescere Teramo, ma per garantire scenari futuri, visibilità personale e spartizioni di potere». Nel suo intervento vengono richiamati diversi problemi che, secondo lui, restano irrisolti: dalla ricostruzione pubblica e scolastica in stallo alla carenza di organico nella polizia locale, dalla videosorveglianza insufficiente al decoro urbano in difficoltà, fino alla crisi del commercio e all’aumento dei costi dei parcheggi. Una città che, afferma, viene percepita come meno sicura e sempre meno attrattiva, fino a diventare «fanalino di coda in Abruzzo».

Corona conclude la sua riflessione affermando che, mentre questi problemi si aggravano, l’attenzione del sindaco sembrerebbe rivolta principalmente a una possibile candidatura alle elezioni politiche. La città, secondo il suo giudizio, avrebbe invece bisogno di ben altro: «Teramo merita di più. Merita serietà, merita visione, merita coraggio. Non ipocrisie, non giochi di potere, ma la volontà reale di farla tornare la città più bella e viva d’Abruzzo».

La riflessione di Luca Corona si inserisce nel dibattito politico cittadino in un momento particolarmente delicato per l’amministrazione comunale, chiamata a rispondere alle criticità e alle aspettative della comunità teramana.