Il GAL Gran Sasso Laga ha ufficialmente avviato il cammino verso la candidatura del Gran Sasso d’Italia a Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, dando il via a un percorso di riflessione, confronto e progettazione condivisa. Il primo appuntamento pubblico è in programma lunedì 24 novembre alle 15.30, nella Sala Stauròs del Santuario di San Gabriele dell’Addolorata a Isola del Gran Sasso: un incontro che segna l’inizio di un processo ampio e partecipato, destinato a coinvolgere istituzioni, comunità locali, esperti e cittadini.

Nel corso dell’evento verranno presentati i primi risultati dello studio di fattibilità affidato alla società Punto 3 Srl SB di Ferrara. La Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO è stata invitata a partecipare, a conferma di un dialogo già avviato con le istituzioni che vigilano sulla tutela del patrimonio mondiale. L’apertura dei lavori sarà affidata al presidente del GAL, Carlo Matone, e sarà seguita da un “Omaggio al Gran Sasso d’Italia” a cura di Maurizio Anselmi e dalla rassegna storica “Iconografia del Gran Sasso” proposta da Lina Ranalli. A moderare il dibattito sarà il giornalista Rai Antimo Amore, mentre tra gli ospiti attesi figura anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. Non mancherà inoltre un contributo dei Padri Passionisti del Santuario, chiamati ad arricchire la riflessione con una prospettiva spirituale e culturale radicata nel territorio.
Il Gran Sasso si presenta come un unicum nel Mediterraneo: una montagna iconica, “un laboratorio naturale straordinario” in cui convivono oltre 2.300 specie floristiche, fauna rara e protetta, paesaggi modellati da millenni di storia e una ricchissima eredità culturale. Le sue radici affondano nella preistoria e attraversano epoche romane, medievali e moderne, fino a custodire borghi che rappresentano gioielli di identità e architettura, da Santo Stefano di Sessanio a Castel del Monte, fino alla suggestiva Rocca Calascio e alla fortezza borbonica di Civitella del Tronto. A questo patrimonio si aggiunge una tradizione profondamente identitaria come la transumanza, riconosciuta dall’UNESCO nel 2019 come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, testimonianza viva del rapporto millenario tra uomo e natura.
La candidatura punta a costruire un modello di equilibrio tra esseri umani, ambiente e conoscenza scientifica, valorizzando un territorio che ospita uno dei maggiori poli di ricerca sotterranea al mondo: i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, simbolo di un’inedita integrazione tra innovazione, natura e comunità locali. L’obiettivo è rafforzare la resilienza dei paesi montani, contrastare lo spopolamento e promuovere forme di turismo sostenibile, dal trekking al cicloturismo, dalle filiere locali all’educazione ambientale, in piena coerenza con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.

Attorno alla candidatura si stanno definendo progetti strategici che spaziano dalla creazione di un network internazionale sulla biodiversità all’elaborazione di un piano di comunicazione dedicato, fino allo sviluppo di nuovi itinerari tematici e programmi educativi per le scuole. Il percorso mira anche a organizzare eventi internazionali sul turismo sostenibile, rafforzando la dimensione globale di un progetto che nasce dal territorio ma guarda oltre i confini regionali e nazionali.
«Il Gran Sasso è un patrimonio naturale, culturale e umano di valore universale» afferma il presidente del GAL, Carlo Matone. «La candidatura UNESCO non è solo un riconoscimento: è un impegno collettivo e tangibile per costruire un modello di sviluppo che metta al centro sostenibilità, conoscenza e partecipazione delle comunità».













