Si presenterà stamani davanti al gip del tribunale dell’Aquila, A.G., il 56enne commerciante accusato di aver installato microcamere negli appartamenti di via degli Acquaviva, dati in locazione a una platea eterogenea di inquilini, tra cui studenti, allievi della Scuola di ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza e professionisti.

L’interrogatorio ha l’obiettivo di convincere il giudice per le indagini preliminari a non accogliere un’eventuale richiesta di arresto da parte del pubblico ministero, sebbene la decisione finale resti in capo al gip. Le indagini della Procura si muovono su due distinti binari: l’interferenza illecita nella vita privata, contestata per il piazzamento dei dispositivi di ripresa in ambienti privati, e la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, un’ipotesi di reato aggiunta in un secondo momento e strettamente legata alla possibile circolazione dei filmati registrati.

Anche una coppia che ha soggiornato in uno degli appartamenti negli anni passati avrebbe presentato una denuncia alla Procura dell’Aquila. Il sospetto è che sia stata ripresa dalle telecamere anche la figlia minorenne.

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