Un’ operazione dei Carabinieri Forestali del Nipaaf di Chieti ha portato alla luce una frode nel settore del miele biologico. Quattro aziende del Medio Sangro sono finite sotto indagine per aver commercializzato come “bio” un prodotto che non rispettava gli standard dell’Unione Europea.

I militari hanno sequestrato circa 50 tonnellate di miele e 12 tonnellate di sostanze zuccherine e mangimi non certificati, utilizzati per alimentare le api in alveari registrati come biologici. Le verifiche hanno evidenziato che tali prodotti, privi di tracciabilità e documentazione, erano impiegati in violazione del regolamento comunitario, che consente l’uso di mangimi non bio solo in casi eccezionali.

Sono state riscontrate inoltre irregolarità igienico-sanitarie, con il sequestro di altri 300 chili di miele non tracciato e la sospensione di un laboratorio. Le aziende coinvolte dovranno ora declassare il miele, risultato non conforme pur restando sicuro dal punto di vista sanitario. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Lanciano, ipotizza i reati di frode in commercio e uso illecito di certificazioni biologiche e si estende a tutta la filiera.