La Procura di Sulmona ha disposto un decreto di sequestro preventivo d’urgenza nei confronti di una donna di 52 anni e del figlio di 25, entrambi residenti in una frazione di Pettorano sul Gizio. L’accusa è pesante: spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare hascisc e cocaina, e sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio effettivo.
Il provvedimento, eseguito dai Carabinieri della stazione di Roccaraso, ha riguardato beni e disponibilità per un valore complessivo di circa 200mila euro, tra conti correnti, conti gioco online e immobili. Gli inquirenti hanno ricostruito un quadro economico completamente incoerente con la situazione reddituale dei due, ufficialmente disoccupati ma in grado di sostenere uno stile di vita agiato, fatto di vacanze, automobili e movimentazioni di denaro sui conti gioco.
Secondo quanto emerso dall’indagine i proventi dell’attività di spaccio sarebbero stati riciclati attraverso piattaforme di scommesse online. Le somme derivanti dalla vendita di droga venivano depositate sui conti di gioco, utilizzate per piazzare scommesse e successivamente reinserite nel circuito legale, talvolta per importi superiori a quelli versati inizialmente.
L’urgenza del sequestro è stata dettata da un episodio avvenuto lo scorso 30 settembre: dopo la notifica di dieci avvisi di garanzia, la 52enne si sarebbe recata in banca per prelevare 9.200 euro in contanti, gesto che ha fatto temere un possibile tentativo di disperdere i proventi illeciti.
L’indagine ha preso avvio dal pedinamento di un 32enne che accompagnava diversi acquirenti fino all’abitazione della donna. Da lì, gli investigatori hanno ricostruito un fiorente giro di spaccio che coinvolgeva almeno 23 clienti e prevedeva acquisti all’ingrosso di cocaina — 100 grammi provenienti da Celano e altri 300 acquistati da due giovanissimi fornitori.
La Procura ha descritto madre e figlio come “spacciatori di mestiere”, sottolineando la totale comunanza di interessi e l’organizzazione familiare dell’attività illecita. Tra le aggravanti, è contestato anche il coinvolgimento di un minore, figlio della 52enne, che avrebbe partecipato alle operazioni di spaccio per conto della madre.
Il procedimento ora prosegue con gli accertamenti patrimoniali e bancari per ricostruire l’intera rete di riciclaggio, in un’inchiesta che intreccia droga, denaro e il mondo del gioco d’azzardo virtuale.













