Continua l’azione della DIA e dei carabinieri contro gli illeciti patrimoniali del nucleo familiare di etnia rom Morelli-Spada, stanziato nel basso Lazio. È stato eseguito un nuovo provvedimento di confisca, emesso dal Tribunale di Roma, a carico di due membri del clan. Il provvedimento, divenuto irrevocabile con la pronuncia della Cassazione nello scorso settembre, ha portato all’apposizione dei sigilli su un immobile e quattro terreni situati nel comune di Cassino.

Questo atto si inserisce in una più vasta misura di prevenzione patrimoniale, avviata su input delle Procure di Cassino e della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, che ha già visto l’esecuzione di analoghi provvedimenti tra il 2020 e il 2022 nei confronti di altri esponenti della famiglia.

La DIA, potagonista delle operazioni “Due Leoni” e “San Bartolomeo” (foto tunews24.it)

Le indagini patrimoniali, scaturite dalle operazioni “Due Leoni” e “San Bartolomeo”, avevano messo in luce l’esistenza di un contesto associativo dedito a gravi reati quali lo spaccio di sostanze stupefacenti, l’usura, le estorsioni e l’intestazione fittizia di beni. Gli approfondimenti economico-patrimoniali condotti dal Centro Operativo Dia di Roma hanno delineato la “elevata pericolosità sociale della compagine criminosa”, evidenziando al contempo una netta sproporzione tra i redditi dichiarati dai soggetti e i cospicui beni accumulati nel tempo, ritenuti perciò di origine illecita.

Il bilancio complessivo delle attività di prevenzione ha portato al sequestro di un ingente patrimonio: 15 immobili nelle province di Frosinone e di Pescara, 7 terreni, una società attiva nel commercio di automobili, oltre a numerosi rapporti finanziari e autoveicoli. Il valore totale dei beni confiscati ammonta a oltre 2 milioni di euro.