Avrebbe cercato di evitare un potenziale test antidroga fornendo le generalità del fratello gemello ai carabinieri, ma ora un uomo di, 50 anni, residente a Sulmona, rischia di finire sotto processo per false attestazioni a pubblico ufficiale.
La vicenda risale allo scorso 26 marzo, quando l’uomo è stato fermato dai militari dell’Arma a Popoli Terme durante un controllo di routine. Si trovava a bordo di una Citroen condotta da un 49enne, anch’egli di Sulmona, già noto alle forze dell’ordine e con precedenti per detenzione di cocaina
Durante il controllo, il conducente è stato sanzionato per la mancanza di documenti. A quel punto, temendo ulteriori accertamenti, presumibilmente un test antidroga, ha pensato di fornire ai carabinieri i dati anagrafici del suo fratello gemello, nel tentativo di sfuggire a possibili conseguenze legali.
Lo stratagemma è durato poco. I carabinieri, attraverso controlli incrociati e successivi accertamenti, sono riusciti a risalire alla sua reale identità, deferendolo immediatamente alla Procura della Repubblica di Pescara.
Al termine delle indagini preliminari, per l’uomo è stato richiesto il rinvio a giudizio. Il Gup ha fissato l’udienza preliminare per il prossimo 4 dicembre, dove si deciderà se l’accusa di false attestazioni sia sufficiente per sostenere un processo.
L’imputato, tuttavia, nega ogni addebito. Interpellato dal suo legale, sostiene di aver fornito correttamente le proprie generalità. «È stata un’interpretazione errata dei militari», avrebbe dichiarato, cercando di smontare l’accusa. Sarà il Gup a valutare la validità delle accuse e la posizione difensiva dell’uomo.













