Si aggrava il quadro accusatorio nei confronti del 69enne arrestato in seguito all’omicidio della ex moglie, Cleria Mancini, 66 anni, avvenuto ieri a Lettomanoppello. La contestazione provvisoria formulata dal pubblico ministero include anche il reato di tentato omicidio nei confronti del nipote dodicenne.
Secondo l’accusa, l’uomo non sarebbe riuscito nel suo intento solo perchè il proiettile avrebbe colpito “il lunotto posteriore di una macchina parcheggiata”, sfiorando il ragazzino. Il nipote, come raccontato al padre e riportato in un servizio del Tgr Abruzzo, avrebbe riferito che il nonno, dopo aver sparato alla donna, si sarebbe rivolto verso di lui esplodendo il colpo.
Dopo l’omicidio, l’uomo si sarebbe allontanato a bordo di un mezzo elettrico per disabili, raggiungendo un bar a Turrivalignani. La titolare del bar Belvedere ha raccontato all’agenzia Ansa che il 69enne, cliente abituale, le avrebbe confessato: “ho sparato a mia moglie e non so se è morta. Ho litigato con mio figlio, lei ha iniziato a urlare contro di me e io ho preso la pistola e gli ho sparato”.
La testimone ha anche riferito che l’uomo, visibilmente agitato, avrebbe espresso l’intenzione di aspettare e sparare ai Carabinieri che sarebbero giunti per arrestarlo. Dopo che l’uomo si è allontanato momentaneamente dal bancone per altercare con un cliente, la titolare ha chiuso il locale e si è barricata all’interno. L’uomo è stato successivamente bloccato e arrestato dai Carabinieri. (Foto Il Centro)













