L’altra faccia dell’intelligenza artificiale comincia a mostrare il suo lato peggiore. La vicenda, che riporta oggi Il Centro, si svolge in provincia di Teramo. Protagoniste, alunne poco più che adolescenti, bersaglio di manipolazioni digitali supportate appunto da quella che ormai confidenzialmente tutti chiamano AI (Eiai in inglese). Un acronimo apparentemente innocente, ma che sta ribaltando il mondo della comunicazione, perfino delle verità processuali, con tecnologie sempre più raffinate.
Bersaglio, stavolta, giovani minorenni. Volti innocenti su corpi nudi, creati al computer, e fatti circolare sulle chat. Accanto ai falsi video, commenti di tutti i generi, offensivi e denigratori. Bullismo digitale, la nuova piaga che colpisce l’adolescenza del terzo millennio.
È stata una delle ragazze a riconoscersi in uno di questi video e a trovare la forza di avvertire i genitori. Da allora si è scoperto il vaso di Pandora, con molte ragazze inconsapevolmente coinvolte che hanno trovato il coraggio di denunciare. Prima ai genitori e successivamente alla procura minorile, che non ha perso tempo aprendo un fascicolo.
I presunti autori rischiano grosso. Sulla materia il codice penale è particolarmente severo, con l’aggravante della minore età delle vittime, circostanza che configura il reato di pedopornografia.













